70° Anniversario della Battaglia delle Alpi

Esattamente settant'anni fa ebbe inizio per gli italiani la 2^ Guerra Mondiale. La sciagurata dichiarazione di guerra del 10 giugno 1940, alla Francia e alla Gran Bretagna, precipitò il Regno d'Italia in un abisso di lutti e distruzioni, da cui il paese uscirà a pezzi. Il :" Colpo di pugnale nella schiena del vicino" si infrangerà contro l'Armeè des Alpes, ben determinata a difendere ogni metro di suolo francese dagli attacchi italiani. La batteria dello Chaberton, orgoglio e vanto dell'artiglieria italiana, uscirà distrutta dai 15 giorni di battaglia. Dieci morti e più di cinquanta feriti saranno il costo in vite umane, pagato dalla 515^ batteria alla lucida follia di Mussolini.

In memoria dei Caduti e dei feriti della 515^ Batteria, inaugurato allo Chaberton

il :" Pennone delle Targhe".

Nomi, Volti , Date di alcuni dei protagonisti della Storia dello Chaberton.

 

Lunedi 28 giugno 2010

Toccante cerimonia di :" Onore ai Caduti" ai Gondrans.

Organizzata dal Colonel De Brébisson, Chef de corps du 4ème Régiment de Chasseurs, era presente anche un picchetto di Ufficiali ed Alpini del 3° Reggimento.

 Martedi 29 giugno 2010

Storica escursione allo Chaberton di militari Francesi e Italiani

Fotografie per gentile concessione del Colonel Max Schiavon.

Une minute de silence face au 3 drapeaux, en hommage au Français et aux Italiens morts pendant la Guerre du juin 1940.

Le tre bandiere : Francese, Europea ed Italiana, sventolano insieme ai Gondrans. Uno spettacolo meraviglioso!

Il Colonnello Max Schiavon (al centro), autore del libro :" Une Victoire dans la defàite, la destruction du Fort du Chaberton", allo Chaberton in compagnia di due ufficiali del 3° Alpini.

Domenica 4 luglio 2010

Prima escursione allo Chaberton del 2010.

Domenica 4 luglio 2010, finalmente!, dopo quasi un mese di attesa, il Metéo Francese garantisce una mezza giornata di tempo stabile. Ed è così, partenza alle 6 da Claviere, il cielo è splendido, non una nuvola all'orizzonte. La salita vola via veloce, il caldo è quasi innaturale. Lungo il cammino incontriamo solo dei " Runners " che si stanno allenando per la Marathon del 1° agosto; sono impressionanti per la velocità e la resistenza del loro passo di corsa, a me personalmente viene un'infarto solo a pensarci. Dopo l'ex ricovero delle sette fontane, il meraviglioso spettacolo delle sette cascatelle e delle sette vasche di acqua limpidissima; tra 20 giorni le rocce saranno completamente asciutte. Giunti al Colle dello Chaberton, non veniamo sferzati dalla solita corrente di aria gelata, tutto è fermo, caldo, è incredibile c'è persino afa!. Dal colle alla vetta sembra un'attimo, invece incontriamo un grosso nevaio che taglia in tre punti la strada militare. E' una bella scocciatura, rompe il passo e se a qualcuno scappasse inavvertitamente un piede, si troverebbe dritto e filato al Pian dei Morti. Siamo finalmente in vetta, miracolo non c'è nessuno, lo spalto è incredibilmente vuoto. Per scendere al piazzale non possiamo utilizzare la strada di accesso, nevaio! Il pennone della batteria è da oggi un piccolo libro aperto, a disposizione di tutti, con Volti, Nomi e Indicazioni di personaggi che hanno fatto la Storia dello Chaberton. Di entrare nella batteria non se ne parla proprio, la neve supera per metà l'altezza del corridoio. Ci dedichiamo quindi, davanti al pennone della bandiera allestito per l'occasione, ad un piccolo e personalissimo tributo ai caduti Italiani e Francesi della seconda Guerra Mondiale. Nel pomeriggio incomincia ad annuvolarsi e rinfresca piacevolmente, senza pioggia, il meteo per questa volta è stato veramente generoso, grazie Chaberton!

 

 

Giovedi 19 agosto 2010

Alpitrek escursione a cavallo allo Chaberton

16 Agosto - 20 agosto 2010 Il gruppo di Cavalli e Cavalieri dell'Alpitrek compiono l'escursione estiva sulle Alpi Occidentali. Dal campo base di Valle stretta li porterà, dopo una lunga e meravigliosa marcia di avvicinamento, ai 3130 metri del Forte dello Chaberton. I cavalli e gli uomini sono ben preparati allo sforzo, la logistica organizzata con cura, gli animali prima di tutto! L'andatura è lenta e progressiva, nel rispetto assoluto per i cavalli; in montagna non si va con il cronometro, ma con gli occhi e con il cuore! E' da anni la filosofia che sta alla base di Alpitrek di Mauro Ferraris. Il percorso scelto è la strada militare della Val Morino, in due tappe, con bivacco al ricovero di Cresta Nera. Partenza ore 06,00, giornata limpida, la prima sosta al Pian dei Morti per rifocillare i cavalli con l'acqua che sgorga dalla montagna, esattamente come 100 anni prima fecero con i cavalli addetti al trasporto in vetta delle bocche da fuoco. Poi il Colle dello Chaberton e gli ultimi 400 metri di dislivello. Un vero e proprio spettacolo vederli arrivare sul piazzale della batteria! Cavalli meravigliosi, instancabili, capaci di portare i loro cavalieri fino al :" Forte delle Nuvole". La soddisfazione è grande, è uno spettacolo d'altri tempi, che lo Chaberton non vedeva da almeno 75 anni, e quante ne ha viste il nostro Chaberton! Viene in mente quella fotografia dell'agosto 1940, con quei meravigliosi muli militari che si riposano sul piazzale della batteria, dopo avere portato i rifornimenti al presidio di guardia. Erano l'unico mezzo di approvvigionamento con la teleferica distrutta. Sono lì, legati alla battagliola, spossati dallo sforzo, senza nemmeno un filo d'erba da brucare, lo Chaberton non glielo può offrire; eppure faranno su e giù per tutto l'inverno per potere garantire la sopravvivenza agli Artiglieri dello Chaberton! Bestie meravigliose che non possiamo e non dobbiamo dimenticare. ( foto per gentile concessione di Mauro Ferraris di Alpitrek)

I cavalli:Topo-Prisca-Guardinga-Borbera-Stella-Nebbia-Lucianina-Delinquente-Soldato-Serafina-Brown-Antony-Spigolo-Cody.

 

 

 

 

Domenica 29 agosto 2010

Seconda escursione allo Chaberton del 2010.

Domenica 29 agosto, giornata splendida, il forte vento del giorno prima ha ripulito il cielo da foschia e nuvole, partenza da Claviere ore 06,00. E' ancora buio, l'aria piacevolmente fresca, ogni tanto ci voltiamo indietro per vedere se c'è qualcun'altro, ma non vediamo nessuno; possibile con una giornata così essere i soli?. Infatti, a poco a poco compaiono giacche a vento multicolori, in breve siamo una folla! Al ricovero sette fontane la prima piacevole sorpresa; i Francesi hanno posizionato lungo il percorso dei cartelli con foto a colori e didascalie dell' Itinerario Geologico, molto simili a quelle per andare allo Chenaillet. Scopriamo notizie molto interessanti sull'origine geologica del nostro amato Chaberton. Non appena giunti in vetta, in breve tempo, lo spalto e il piazzale della batteria si riempiono di escursionisti chiassosi e soddisfatti, italiani al 90%. Il cielo è straordinariamente terso e la batteria con questa luce dà il meglio di sè. La neve e il ghiaccio di luglio si sono quasi completamente sciolti, entrare nella batteria non è un problema. Sul pennone della bandiera è comparsa una piccola e commovente targa di alluminio dedicata ad :" Emilio", peccato non conoscere la sua storia. In compenso sono spariti il crocifisso dorato e la copia del vangelo, che da anni erano sul pennone. E' possibile che proprio nulla si salvi dai cacciatori di ricordini?. Peraltro faceva bella mostra di sè un sacchetto di spazzatura lasciato dal solito zozzone!. Decidiamo di scendere alla Galleria Ghiaccio passando dall'apertura fronte italia sotto alla batteria, lato sinistro. Il tunnel di ingresso è completamente libero dall'acqua; abitualmente il livello supera il mezzo metro. E' una scelta fortunata, perchè grazie all'intenso caldo di agosto, il ramo di galleria ostruito da anni da un muro di ghiaccio impenetrabile, è nuovamente percorribile; due o tre zuccate sulla volta ci convincono a procedere con maggiore cautela..! Arriviamo fino al tramezzo di cemento che divideva il deposito proiettili dalla Galleria Ghiaccio, il passaggio è ancora ostruito, ma se continua a fare caldo, è possibile che tra settembre e ottobre si riesca a passare. Altra sorpresa, dal ghiaccio sono apparsi dopo anni di oblìo, il cavo telefonico ed elettrico volante, messi dagli artiglieri nella galleria, durante il bombardamento francese del giugno 1940; quando il comando e la centrale di tiro erano stati trasferiti nei sotterranei per sicurezza. I fili sono in perfetto stato di conservazione, sono testimoni del tempo e la loro ricomparsa a me personalmente riempiono l'animo di emozione! Tornando indietro ci fermiamo all'osservatorio in caverna, la Barre des Ecrins è lì davanti a nostri occhi, nitida e bellissima.

E' Vietato l'utilizzo delle immagini, Photos are Copyright RobertoGuasco, All Rights Reserved.

Home Page